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In occasione della XIX Giornata Mondiale dell'Alzheimer, l'Associazione SOS Alzheimer ha dato inizio ai lavori del Convegno leggendo:

L'art. 1 della Risoluzione del Parlamento europeo (vedi testo a fianco) "invita il Consiglio a dichiarare che la demenza rappresenta una priorità sanitaria dell'UE ed esorta fortemente gli Stati membri a sviluppare piani strategici nazionali e strategie per il morbo di Alzheimer, volti ad affrontare le conseguenze sociali e sanitarie della demenza ed a fornire servizi e sostegno alle persone afflitte da demenza e alle loro famiglie, come è avvenuto in vari Stati membri, dove il piano ”Alzheimer e patologie correlate“, lanciato nel 2008, ha permesso di coordinare a livello nazionale l'assistenza medica e sociale e la ricerca clinica e fondamentale su tale malattia". 
L'emergenza c'è ed è grave, a tal punto che lo stesso Parlamento europeo con i suoi 66 articoli ha indicato agli Stati membri le linee guida. I malati aumentano, le strutture sono sempre insufficienti e per le famiglie non ci sono piani di sostegno. La Malattia resta incurabile. Nella Regione Lazio il 12 giugno scorso è stato ufficialmente pubblicato il testo del Piano regionale a favore dei soggetti affetti da malattia di Alzheimer-Perusini ed altre forme di demenza, al quale la nostra Associazione ha fornito un doveroso contributo. Ora non ci resta che attendere le ricadute pratiche ed effettive di quanto studiato, approfondito, e quindi trasformato in Legge.
Siamo in attesa di poter finalmente operare e di aiutare ancor più concretamente le famiglie ed i malati. Le associazioni di volontariato infatti, sono state poste tra i referenti privilegiati nel confronto e nel sostegno alle famiglie, ai caregivers, ai pazienti. Inoltre siamo al corrente di un importante documento di indirizzo operativo per la riorganizzazione e la riqualificazione dei servizi dedicati alle persone affette da demenza (introduzione a pag. 4), inviato proprio dalla Regione Lazio alle U.V.A. territoriali e che presenta una radicale trasformazione dell'esistente con la proposta di una visione ampia e di rete tra i vari soggetti interessati: pazienti, familiari e caregivers, medici di medicina generale, centri per le demenze, riorganizzati in centri diagnostico-specialistici e centri territoriali esperti, strutture sanitarie e sociali che si occupano dei servizi di assistenza domiciliare, strutture ospedaliere, centri diurni Alzheimer, associazioni di volontariato e strutture residenziali e semiresidenziali per non autosufficienti.
Quindi la portata della malattia è stata finalmente compresa dalle Istituzioni, a noi associazioni non resta che continuare a sensibilizzare ed a farci portavoce dei bisogni e, laddove competenze e professionalità lo consentano, a contribuire praticamente all'assistenza dei pazienti e dei nuclei familiari ed alla formazione del personale specializzato proprio per l'assistenza. Da anni ormai promuoviamo la figura dell'O.M.A.D. l'Operatore per i malati di Alzheimer ed altre forme di demenza, con il quale aiutare le famiglie a decodificare le manifestazioni e le stranezze dei propri cari malati ed assistere con competenza, professionalità ed umanità i pazienti, da anni ci facciamo portavoce di un sistema assistenziale modulato sul Gentle Care di Moyra Jones che consenta di accompagnare i pazienti lungo il cammino della malattia in modo dignitoso e nel rispetto delle loro personalità ed identità.
Da anni cerchiamo di attenzionare le Istituzioni sulle famiglie, che si prendono cura dei propri cari nella difficoltà della malattia e nella scarsità delle risorse ed addirittura delle informazioni. Vorremmo, anche grazie a questa Legge, aiutare di più e meglio, estendere il modello qualitativo di formazione e di assistenza che abbiamo validato con l'esperienza e la competenza di docenti ed addetti ai lavori.
Consapevoli che ancora si tratta di una malattia purtroppo incurabile, desideriamo perseguire nella nostra missione di informatori, di formatori, di operatori, convinti come siamo che "la parola conduce, ma l'esempio trascina (Giulio Cesare) e soltanto un buon modello assistenziale potrà validamente affiancare le famiglie ed i malati. "Non c'è più tempo!"